|
Una nascita … raddoppiata
Negli ultimi tempi,
capita sempre più spesso di vedere mamme con carrozzine ... biposto.
L’aumento dell’età media in cui si fanno figli (oggi è attorno ai 28
anni) e il ricorso sempre più frequente ai trattamenti contro la
sterilità hanno infatti contribuito ad aumentare il numero di
gravidanze gemellari.
Addirittura è nata
una nuova branca della medicina: la gemellologia, che studia la
gestazione e la nascita di questi particolarissimi fratelli.
Gravidanza: mamme più ...
sotto controllo
Già durante i nove
mesi di attesa, la mamma di gemelli viene seguita con particolare
attenzione. Rispetto a una gravidanza singola, il ginecologo:
-
intensifica i
controlli ecografici per valutare se entrambi i bambini si
sviluppano in modo corretto. Soprattutto quando c’è una sola
placenta (gravidanza monocoriale) per i due bambini, può accadere
che uno riceva più nutrimento a discapito dell’altro;
-
stabilisce più
visite la cui frequenza dipende dalla diagnosi di corionicità.
Cioè, se i feti sono monozigoti (originati da un ovulo solo),
avranno più facilmente problemi di trasfusione feto-placentare,
ovvero le due placente non smisteranno bene il nutrimento e un
bambino potrebbe crescere più dell’altro.
Le visite
supplementari hanno inoltre lo scopo di valutare se c’è una
modificazione precoce del collo dell’utero, segnale di un parto
prima del tempo, che è frequente nelle gravidanze gemellari.
Più il parto si
avvicina, più questi controlli si moltiplicano. E sarà il medico a
stabilirne la cadenza per valutare che la nutrizione e
l’accrescimento dei due bambini procedono correttamente.
Infatti, attorno
alla 38° settimana, anche chi ha avuto una gravidanza senza
problemi, può andare incontro a problemi di invecchiamento precoce
della (o delle) placenta, diminuendo così la sua capacità di
nutrizione.
Se questo si
verifica, si deve intervenire prontamente provocando il parto.
Altrimenti si corrono rischi per la salute del gemello meno
cresciuto.
Perciò anche le
statistiche provano che la 38° settimana è il momento migliore per
stimolare un parto gemellare ed evitare il problema.
Parto: cambiano
lievemente i tempi
Nel parto dei
gemelli, il ginecologo deve fare una scelta importante: che tipo di
nascita garantire ai bambini. Cioè se lasciare procedere
naturalmente le cose o se intervenire con un cesareo.
L’elemento più
significativo nella decisione dello specialista è la presentazione
(la posizione nella quale stanno prima di nascere) dei gemelli.
In alcuni casi,
infatti, è raccomandato il cesareo: sei i bambini nascono prematuri,
se non sono entrambi con la testa in basso, ecc.
Generalmente, i
ginecologi seguono lo schema indicato nella tabella ‘Come
nasceranno’.
-
Monitoraggio
continuo. Rispetto alla gravidanza singola, l’assistenza al parto
gemellare prevede il monitoraggio della frequenza cardiaca fetale
continuo, perché c’è la possibilità che uno dei due, quello con
minori riserve energetiche, mostri segni di insofferenza in
utero. E questo elemento può essere determinante per la scelta di
un cesareo.
Nel parto singolo,
normalmente, invece il monitoraggio si effettua per 20 minuti ogni
ora, oppure per mezz’ora ogni due ore.
-
Ecografie in sala
parto. Nel caso in cui si voglia far partorire la mamma
naturalmente, la sala parto deve essere dotata di un apparecchio
per le ecografie. Serve a determinare in quale posizione è
soprattutto il secondo bambino, dopo che il primo gemello è nato.
Perché, quello in attesa di venire alla luce, nel frattempo,
potrebbe essersi messo trasversalmente in una posizione non idonea
a uscire agevolmente dal canale del parto. In tal caso, dopo aver
ben osservato la posizione con l’ecografia, l’ostetrico pratica il
rivolgimento manuale, cioè cerca di posizionare il bambino a testa
in giù o con il sederino in basso.
L’ecografo in sala
parto serve anche a indicare quali manovre (come la rottura del
secondo sacco amniotico) vanno eseguite velocemente.
Inoltre, consente
di prendere in tempi brevi la decisione di eseguire un cesareo nel
caso in cui la presentazione del secondo bambino non permetta il
parto per vie naturali.
-
Travaglio più
veloce. La durata del travaglio (cioè dal momento della
modificazione del collo dell’utero, delle contrazioni ritmiche,
della perdita di acqua dal collo dell’utero, ecc.)delle gravidanze
gemellari è simile a quella di gravidanze singole. È solamente un
po’ più veloce (dura il 20-30% del tempo in meno), perché la
maggiore massa che preme sul collo dell’utero accelera il
procedimento.
Come nelle
gestazioni singole, poi, se la mamma non è al primo figlio, i tempi
si accorciano ulteriormente.
Nel parto gemellare
si ha un travaglio unico per i due o più bambini. Così come il
periodo dilatante è il medesimo, mentre, ovviamente, si raddoppia il
periodo espulsivo, in quanto i bambini escono uno alla volta.
Tuttavia, il
secondo gemello impiega circa la metà del tempo del primo per uscire
dal canale del parto, che è già stato dilatato dal primo, e venire
alla luce. In pratica, è come se il fratello maggiore gli avesse
fatto da apripista.
-
I tempi del
secondo bambino. Fino a poco tempo fa, dopo la nascita del primo
bambino, gli ostetrici si affrettavano a far nascere anche il
secondo perché temevano che l’ulteriore permanenza in utero
potesse dargli segni di sofferenza. Cioè, si riteneva che se
fossero trascorsi più di 20-30 minuti, l’utero si sarebbe
rilassato eccessivamente e non avrebbe più garantito una corretta
ossigenazione al bambino.
Oggi, invece, si
pensa che eventuali problemi di sofferenza dei gemelli alla nascita
siano legati esclusivamente al fatto di nascere prima del tempo,
cioè con l’organismo non ancora completamente formato.
Così, oggi, si
tende ad aspettare di aver eseguito tutti i controlli al primo
bambino (compreso il rilevamento del ph, cioè l’acidità e
dell’ossigenazione del sangue prelevato dal cordone ombelicale).
Poi si procede con
il secondo: si aspetta
che ricomincino le
contrazioni oppure si stimolano i movimenti dell’utero con l’ossitocina
(l’ormone che provoca le contrazioni) e lo si fa nascere.
La fase finale è più
delicata
Subito dopo la
nascita dei bambini, e dopo il distacco della placenta, l’utero, che
è stato maggiormente sollecitato alla distensione per il peso
maggiore sopportato, va più facilmente incontro ad atonia, al
rilassamento dei tessuti. E quindi, non contraendosi bene, non
riesce a chiudere completamente i vasi sanguigni che erano rimasti
aperti dopo il distacco placentare. Perciò è probabile una maggiore
perdita di sangue. Nella fase finale del parto gemellare l’ostetrica
presta quindi maggiore attenzione a questa evenienza. E se ha il
dubbio che l’utero non sia in grado di contrarsi autonomamente,
ricorre ad applicazioni di ossitocina, o a iniezioni endovena di
prostaglandine per stimolare questa importante funzione.
|
Il bisturi in utero
Se, durante i
nove mesi di una gravidanza gemellare, il ginecologo si
accorge che un feto è nutrito troppo a discapito dell’altro a
causa di scambi eccessivi tra le due placente, si può
intervenire chirurgicamente.
Tramite il
laser o la tecnica dell’isteroscopia (fetoscopia) e sotto
controllo ecografico e flussimetrico si possono suturare i
vasi in eccesso, cercando di correggere i difetti di
circolazione che provocano lo squilibrio nella crescita dei
due feti. |
La gemellologia
Oggi, esiste una
branca autonoma dell’ostetricia, chiamata gemellologia, che studia i
problemi legati alla nascita
di gemelli. Questa
materia si avvale dell’apporto di vari specialisti: ostetrici,
pediatri, genetisti, esperti di anatomia-patologica.
La disciplina è
nata per affrontare al meglio gli ostacoli tipici delle gravidanze
gemellari: dell’invecchiamento della placenta, del basso peso alla
nascita, delle malformazioni cromosomiche, ecc.
Dei veri e propri
ambulatori della patologia della gravidanza e ambulatori per le
gravidanze gemellari sono sorti nei reparti clinici universitari e,
da non molto, cominciano a diffondersi anche negli ospedali ben
attrezzati con reparti di patologia neonatale e diagnostica
ostetrica (cioè di secondo, terzo livello).
I problemi clinici
aumentano con l’aumentare del numero dei gemelli.
Sono stati
descritti solo pochi casi di gravidanze penta o esagemellare
protratte fino al punto da garantire la sopravvivenza autonoma (in
salute e senza conseguenze di salute future) a uno o più gemelli.
Curiosità
•Basso peso.
Più del 50% dei nati gemelli è di peso inferiore ai 2500 grammi. Le
cause: il parto prematuro o la rottura delle membrane prima del
tempo.
•Prematurità.
La maggior parte dei gemelli nasce prima della 38° settimana. Ciò
soprattutto perché l’utero molto disteso ha un ruolo nell’attivare
il travaglio.
•Differenze di
peso. Il 15-30% dei gemelli
ha una differenza di peso alla nascita superiore al 20%. Tale
differenza è di solito intorno al 5%.
•Età della mamma
e probabilità di avere
gemelli. Tra i 30 e i 35 anni di età, e se si è alla prima
gravidanza, è più probabile avere gemelli. Dopo i 35 anni, invece,
la percentuale si riduce.
•Alimentazione.
Una cattiva alimentazione fa diminuire la possibilità di avere
gemelli. Durante la seconda guerra mondiale, ci fu infatti una
riduzione delle nascite di gemelli.
•Ereditarietà.
La tendenza alla gravidanza gemellare è ereditaria e si trasmette
più tra le donne che tra gli uomini: cioè, una mamma sorella di
gemelli, o figlia di una donna che ha una sorella gemella, ha
maggiori probabilità di avere più bambini a sua volta rispetto a un
uomo che ha gemelli in famiglia.
•Tendenze.
Negli ultimi anni sono aumentate le gravidanze gemellari, dovute sia
all’aumento dell’età media in cui si fa il primo figlio, sia alla
diffusione dei trattamenti di sterilità.
Il dolore del parto
gemellare è maggiore rispetto al parto singolo?
No, perché anche se
i tempi della fase espulsiva sono raddoppiati, in quella fase non si
avverte più dolore ma solamente l’istinto delle spinte.
|