Dott. Claudio Ivan Brambilla

  

Per informazioni e domande scrivete a: claudioivanbrambilla@gestmamma.it

Sommario

 

  1. Sono compatibili gravidanza e sieropositività ?

  2. In caso di infertilità si deve eseguire un’isteroscopia?

  3. Ecografia al terzo trimestre di gravidanza è necessaria?                                


Sono compatibili gravidanza e sieropositività ?

Chiedere alle donne che desiderano un bambino o che sono in gravidanza iniziale di eseguire il test dell’HIV è una raccomandazione che da anni l’ Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità) fa a tutti i medici e a cui si sono unite le varie associazioni mediche del nostro paese. Infatti, il test non può essere praticato senza il consenso dell’interessato, pertanto non può essere reso obbligatorio.

Inoltre,oggi scoprire donne sieropositive in gravidanza è più frequente di quanto si creda ed ancora, una donna su due viene a conoscenza di questa situazione proprio eseguendo gli esami per avere una gravidanza o ai primi esami eseguiti all’inizio della gravidanza. 

Questo perché frequentemente il contagio risale a diversi anni prima ad esempio per una relazione avuta prima del matrimonio, o per l’infedeltà del partner non confessata o per una passata esperienza di tossicodipendenza, , o infine per una trasfusione subita, anche se nel nostro paese (a differenza della vicina Francia) quest’ultimo caso non è così frequente.

Il rischio di trasmettere il virus al nascituro è molto variabile e dipende dal fatto che la donna sia solo sieropositiva o già ammalata. Se la donna è già sofferente il rischio di trasmissione al feto è del 50%, mentre se la donna è solo sieropositiva il rischio è solo del 15%.

Quindi oltre alla  positività del test è sempre opportuno eseguire una valutazione dello stato biologico immunitario della donna per meglio valutare i rischi reali di trasmissione della malattia al feto.

Recenti studi sembrano dimostrare che se il parto viene effettuato mediante cesareo i rischi di contaminazione del feto sono ancora più bassi, passando dal 20% medio al 7 - 8%.

Rispetto la mamma è, invece, importante sapere che la gravidanza non necessariamente porta dalla sieropositività alla malattia conclamata; questo si verifica solo nei casi in cui le difese immunitarie sono in parte compromesse.

E’ quindi possibile per una donna sieropositiva intraprendere o continuare una gravidanza; l’importante è affidarsi a centri specializzati nel seguire queste situazioni, vi sono infatti oggi trattamenti particolari che influiscono rallentando l’evoluzione della malattia, trattamenti possibili anche in gravidanza perché non pericolosi per il bambino.

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In caso di infertilità si deve eseguire un’isteroscopia?

Quando si ritiene che l’impedimento alla gravidanza possa trovarsi all’interno della cavità uterina, cioè che per la momentanea infertilità ci sia un problema uterino, allora è bene eseguire quest’esame.

Le cause possono essere:

-         una alterazione della forma della cavità dell’utero a causa di una malformazione congenita, cioè una cavità doppia, divisa da un piccolo sperone fibroso;

-         la presenza, sempre all’interno della cavità, di un fibroma o di polipi; o di aderenze (dette sinechie).

Tutte queste situazioni, se non vengono adeguatamente trattate, nella maggior parte dei casi possono essere causa di sterilità o, se la gravidanza inizia, di aborti ripetuti, quindi, è importante che venga diagnosticata e  risolta con la sua rimozione chirurgica.

Oggi si è in grado, nella maggior parte dei casi, di intervenire passando dalla vagina, quindi senza aprire l’addome, operando con un isteroscopio: un apparecchio a fibre ottiche, collegate con una fonte luminosa, che ha un diametro di pochi millimetri e che viene introdotto per via vaginale nel collo dell’utero e successivamente sale sin nella cavità uterina.

E’ così possibile visualizzare eventuali fibromi, polipi, aderenze e setti (speroni) che vi si trovano e nello stesso tempo rimuovere questi intoppi alla fertilità.

Questo piccolo intervento viene il più delle volte eseguito con una anestesia generale “molto leggera” o con una anestesia peridurale; non dura più di 20 - 30 minuti; dà buoni risultati e complicazioni quasi nulle e permette alla donna, nella maggior parte dei casi, di lasciare l’ospedale già il giorno successivo.

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Ecografia al terzo trimestre di gravidanza è necessaria?                                

L’ecografia del terzo trimestre è l’ultima da eseguire tra la 30^ e la 34^ settimana in modo

da dare notizie utili sia sull’accrescimento del bambino in utero, si riguardo al tipo di parto.

Per questo dopo questo periodo può perde di significato: ormai inutile valutare alcuni particolari del bambino, dal momento che il parto è ormai imminente.

In funzione del parto questa indagine valuta: la posizione della placenta, se è  inserita regolarmente o se  è inserita sul collo dell’utero (è cioè previa); la quantità di liquido amniotico, se è in quantità tali (scarso) da far pensare ad un parto prematuro, e la situazione e la posizione del bambino, se cioè il bambino è situato longitudinalmente o meno all’interno dell’utero e si presenta con la testa, col sederino o con la spalla.

Questa ecografia può quindi può permettere di stabilire se si deve o meno programmare un parto cesareo o se invece si può aspettare che il travaglio inizi naturalmente.

Inoltre, con questa ecografia si valuta anche il bambino:completando il controllo effettuato a metà gravidanza e cioè se il bambino è perfettamente sviluppato o ha dei problemi, se si è accresciuto in modo regolare o invece ha un forte rallentamento della sua crescita.

Il bambino è controllato sia in senso cranio - caudale (dalla testa ai piedi) che in senso trasversale ( dal davanti al dietro) e vengono prese le misure di alcune sue strutture, da anni considerate come indici corretti del suo regolare sviluppo.

Il bambino è controllato sia in senso cranio - caudale (dalla testa ai piedi) che in senso trasversale ( dal davanti al dietro) e vengono prese le misure di alcune sue strutture, da anni considerate come indici corretti del suo regolare sviluppo.

Può quindi servire a indicare se deve essere eseguita una amniocentesi tardiva per stabilire eventuali anomalie del bambino solo ora sospettate, o se questo deve essere fatto nascere prima del termine della gravidanza.

L’indagine è quindi così eseguita :

·      presenza di un unico feto (se non è una gravidanza gemellare),

·      si studia la sua vitalità, e cioè se si muove in modo valido e se il suo ritmo cardiaco è regolare,

·      si prendono quindi le misure di alcuni suoi parametri corporei, per vedere se ha un accrescimento regolare, come per esempio: la distanza tra le due ossa parietali (diametro biparietale),la circonferenza cranica, il diametro addominale trasverso, il diametro addominale anteroposteriore, la circonferenza addominale, la lunghezza dell’osso del femore e quello dell’omero,

·      si controlla la morfologia del bambino e cioè se il cranio ha contorni regolari e se le strutture che contiene (cervello, cervelletto e cavità intracraniche) sono regolarmente formate e sviluppate; se il viso ha un profilo regolare e se ha le due cavità orbitali regolarmente sviluppate; se la spina dorsale (rachide) è regolare per forma ed è chiusa; se ha il cuore con le sue quattro cavità e se ci sono tutti, e situati  nella giusta posizione, i grossi vasi (arterie e vene); se la parete addominale anteriore è chiusa e se è visibile lo stomaco, la colecisti, il tratto intestinale, i reni e la vescica,

·      si controllano poi se ci sono tutte e quattro gli arti,

·      si valuta la quantità di liquido amniotico in rapporto al volume del bambino, la posizione della placenta e se il cordone ombelicale contiene i suoi tre vasi.

A questo punto l’esame può considerarsi terminato ed ha data moltissime notizie sulla salute del bambino e, se tutto è normale non occorreranno altri controlli, il bambino è sano, ben sviluppato e con una vitalità buona: si piò serenamente attendere il termine della gravidanza.

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C.I.B. - Maggio 2001. Tutti i diritti riservati.
Aggiornato il: 08-05-04 .