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Sono compatibili gravidanza e sieropositività ?
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In caso di infertilità si deve eseguire
un’isteroscopia?
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Ecografia al terzo trimestre di gravidanza è
necessaria?
Sono compatibili gravidanza e
sieropositività ?
Chiedere
alle donne che desiderano un bambino o che sono in gravidanza
iniziale di eseguire il test dell’HIV è una raccomandazione che
da anni l’ Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità) fa a tutti
i medici e a cui si sono unite le varie associazioni mediche del
nostro paese. Infatti, il test non può essere praticato senza il
consenso dell’interessato, pertanto non può essere reso
obbligatorio.
Inoltre,oggi scoprire donne sieropositive in gravidanza è più
frequente di quanto si creda ed ancora, una donna su due viene a
conoscenza di questa situazione proprio eseguendo gli esami per
avere una gravidanza o ai primi esami eseguiti all’inizio della
gravidanza.
Questo
perché frequentemente il contagio risale a diversi anni prima ad
esempio per una relazione avuta prima del matrimonio, o per
l’infedeltà del partner non confessata o per una passata
esperienza di tossicodipendenza, , o infine per una trasfusione
subita, anche se nel nostro paese (a differenza della vicina
Francia) quest’ultimo caso non è così frequente.
Il rischio
di trasmettere il virus al nascituro è molto variabile e dipende
dal fatto che la donna sia solo sieropositiva o già ammalata. Se
la donna è già sofferente il rischio di trasmissione al feto è
del 50%, mentre se la donna è solo sieropositiva il rischio è
solo del 15%.
Quindi
oltre alla positività del test è sempre opportuno eseguire una
valutazione dello stato biologico immunitario della donna per
meglio valutare i rischi reali di trasmissione della malattia al
feto.
Recenti
studi sembrano dimostrare che se il parto viene effettuato
mediante cesareo i rischi di contaminazione del feto sono ancora
più bassi, passando dal 20% medio al 7 - 8%.
Rispetto la
mamma è, invece, importante sapere che la gravidanza non
necessariamente porta dalla sieropositività alla malattia
conclamata; questo si verifica solo nei casi in cui le difese
immunitarie sono in parte compromesse.
E’ quindi
possibile per una donna sieropositiva intraprendere o continuare
una gravidanza; l’importante è affidarsi a centri specializzati
nel seguire queste situazioni, vi sono infatti oggi trattamenti
particolari che influiscono rallentando l’evoluzione della
malattia, trattamenti possibili anche in gravidanza perché non
pericolosi per il bambino.
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In caso di infertilità si deve
eseguire un’isteroscopia?
Quando si
ritiene che l’impedimento alla gravidanza possa trovarsi
all’interno della cavità uterina, cioè che per la momentanea
infertilità ci sia un problema uterino, allora è bene eseguire
quest’esame.
Le cause
possono essere:
-
una alterazione della forma della cavità dell’utero a
causa di una malformazione congenita, cioè una cavità doppia,
divisa da un piccolo sperone fibroso;
-
la presenza, sempre all’interno della cavità, di un
fibroma o di polipi; o di aderenze (dette sinechie).
Tutte
queste situazioni, se non vengono adeguatamente trattate, nella
maggior parte dei casi possono essere causa di sterilità o, se
la gravidanza inizia, di aborti ripetuti, quindi, è importante
che venga diagnosticata e risolta con la sua rimozione
chirurgica.
Oggi si è
in grado, nella maggior parte dei casi, di intervenire passando
dalla vagina, quindi senza aprire l’addome, operando con un
isteroscopio: un apparecchio a fibre ottiche, collegate con una
fonte luminosa, che ha un diametro di pochi millimetri e che
viene introdotto per via vaginale nel collo dell’utero e
successivamente sale sin nella cavità uterina.
E’ così
possibile visualizzare eventuali fibromi, polipi, aderenze e
setti (speroni) che vi si trovano e nello stesso tempo rimuovere
questi intoppi alla fertilità.
Questo
piccolo intervento viene il più delle volte eseguito con una
anestesia generale “molto leggera” o con una anestesia
peridurale; non dura più di 20 - 30 minuti; dà buoni risultati e
complicazioni quasi nulle e permette alla donna, nella maggior
parte dei casi, di lasciare l’ospedale già il giorno successivo.
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Ecografia al terzo trimestre
di gravidanza è necessaria?
L’ecografia
del terzo trimestre è l’ultima da eseguire tra la 30^ e la 34^
settimana in modo
da dare
notizie utili sia sull’accrescimento del bambino in utero, si
riguardo al tipo di parto.
Per questo
dopo questo periodo può perde di significato: ormai inutile
valutare alcuni particolari del bambino, dal momento che il
parto è ormai imminente.
In funzione
del parto questa indagine valuta: la posizione della placenta,
se è inserita regolarmente o se è inserita sul collo
dell’utero (è cioè previa); la quantità di liquido amniotico, se
è in quantità tali (scarso) da far pensare ad un parto
prematuro, e la situazione e la posizione del bambino, se cioè
il bambino è situato longitudinalmente o meno all’interno
dell’utero e si presenta con la testa, col sederino o con la
spalla.
Questa
ecografia può quindi può permettere di stabilire se si deve o
meno programmare un parto cesareo o se invece si può aspettare
che il travaglio inizi naturalmente.
Inoltre,
con questa ecografia si valuta anche il bambino:completando il
controllo effettuato a metà gravidanza e cioè se il bambino è
perfettamente sviluppato o ha dei problemi, se si è accresciuto
in modo regolare o invece ha un forte rallentamento della sua
crescita.
Il bambino
è controllato sia in senso cranio - caudale (dalla testa ai
piedi) che in senso trasversale ( dal davanti al dietro) e
vengono prese le misure di alcune sue strutture, da anni
considerate come indici corretti del suo regolare sviluppo.
Il bambino
è controllato sia in senso cranio - caudale (dalla testa ai
piedi) che in senso trasversale ( dal davanti al dietro) e
vengono prese le misure di alcune sue strutture, da anni
considerate come indici corretti del suo regolare sviluppo.
Può quindi
servire a indicare se deve essere eseguita una amniocentesi
tardiva per stabilire eventuali anomalie del bambino solo ora
sospettate, o se questo deve essere fatto nascere prima del
termine della gravidanza.
L’indagine
è quindi così eseguita :
·
presenza di un
unico feto (se non è una gravidanza gemellare),
·
si studia la sua
vitalità, e cioè se si muove in modo valido e se il suo ritmo
cardiaco è regolare,
·
si prendono quindi
le misure di alcuni suoi parametri corporei, per vedere se ha un
accrescimento regolare, come per esempio: la distanza tra le due
ossa parietali (diametro biparietale),la circonferenza cranica,
il diametro addominale trasverso, il diametro addominale
anteroposteriore, la circonferenza addominale, la lunghezza
dell’osso del femore e quello dell’omero,
·
si controlla la
morfologia del bambino e cioè se il cranio ha contorni regolari
e se le strutture che contiene (cervello, cervelletto e cavità
intracraniche) sono regolarmente formate e sviluppate; se il
viso ha un profilo regolare e se ha le due cavità orbitali
regolarmente sviluppate; se la spina dorsale (rachide) è
regolare per forma ed è chiusa; se ha il cuore con le sue
quattro cavità e se ci sono tutti, e situati nella giusta
posizione, i grossi vasi (arterie e vene); se la parete
addominale anteriore è chiusa e se è visibile lo stomaco, la
colecisti, il tratto intestinale, i reni e la vescica,
·
si controllano poi
se ci sono tutte e quattro gli arti,
·
si valuta la
quantità di liquido amniotico in rapporto al volume del bambino,
la posizione della placenta e se il cordone ombelicale contiene
i suoi tre vasi.
A questo
punto l’esame può considerarsi terminato ed ha data moltissime
notizie sulla salute del bambino e, se tutto è normale non
occorreranno altri controlli, il bambino è sano, ben sviluppato
e con una vitalità buona: si piò serenamente attendere il
termine della gravidanza.
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C.I.B. - Maggio 2001. Tutti i diritti riservati.
Aggiornato il:
08-05-04 .
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